mercoledì 5 agosto 2015

I Fantastic Five a Barrafranca

Il libro scelto per il prossimo incontro è del contemporaneo Massimo Roscia (con questo cognome che ricorda un noto test per l'indagine della personalità) e s'intitola La strage dei congiuntivi. Scrive lo stesso autore: «E niente…… La stragge dei congiuntivi – lo sò percerto avendolo scritto io – non è un manuale di grammatica o un saggio di linguistica (non ostante le migliore intenzione, non ne avessi avuto le giuste conpetenze), ma puo’ essere considerato, sic et simplicita, un romanzo, piuttosto che un noir, piuttosto che un giallo, piuttosto che un poliziesco. La storia ke ho immaginato e quà vi racconto, io credo che è propio semplice: Dionisio e altri quattro stravacanti personaggi (un’analista senzoriale, un bibbliotecario, un dattilo scopista della polizia e un prof di letteratura sospeso da l’insegnamento a tempo indeterminato) non c’è la fanno piu’ a sopportare i continui mal trattamenti a cui, avvolte, è sottoposta la lingua italiana e decideno di reaggire. E lo fanno in maniera importante, violenta, incredibbile, plateale, taumaturga, stringendo intorno a se i colpevoli in un’abbraccio mortale

I cinque protagonisti sono veri e propri paladini del congiuntivo, giustizieri degli errori e dell'ignoranza, difensori della lingua e della sua bellezza. Dopo i Fantastici Quattro (o Fantastic Four abbreviato in FF), il gruppo di supereroi degli anni '60 partoriti dalla Marvel, ecco a voi, quindi, i Fantastici Cinque (o Fantastic Five abbreviato in FF), i supereroi protagonisti del libro di Massimo Roscia, pronti a tutto, anche ad uccidere, pur di salvare la grammatica. Di questa lotta impari e di questo libro a noi contemporaneo ne parleremo a Barrafranca giovedì 27 agosto. Principiatene la lettura, se volete, e siateci a Barrafranca da lettori e non lettori.
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lunedì 27 luglio 2015

Sotto assedio

di Orazio Crispo

   Con quali occhi un fotografo già famoso poteva guardare la guerra e lo sbarco alleato in Sicilia?

   Con quali occhi fissare una popolazione già povera e piegata dalle privazioni, dalla miseria, dalle bombe?

   Forse l’obiettivo non era certo mosso da pietà e da commiserazione, cioè da un autentico slancio umano; più probabilmente a scattare era la curiosità, autentica curiosità per una popolazione accasciata su se stessa, già vinta e stremata da una sofferenza lontana, ancestrale.

   Così l’aerea terra di Troina ci ha accolto, con una retrospettiva fotografica, un reportage su un pezzo di storia sepolta nella memoria e nel tempo, lampi e macerie di una guerra distante. Terribili bagliori che ci hanno raccontato di come in fondo l’uomo non impari mai a vivere in pace e in accordo con la Terra, la Vita e con la propria coscienza.

   Tale drammatica premessa ci ha come costretto a cercar rifugio in un luogo fortunoso e marginale dopo essere stati costretti dagli eventi a sfollare da diversi spazi pubblici.

   Tuttavia, mai un così casuale posto, accidentato ricovero digradante, fu più metaforico e adatto al nostro dire, al nostro continuo cercar equilibrio per non cadere, per non inciampare nella parola e nella trama, noi reduci e lettori nell'alta terra troinese.



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sabato 11 luglio 2015

Tutti "caduti" con Camus a Troina

È davvero un bel tipo questo Jean-Baptiste Clamence, protagonista de La caduta di Albert Camus, libro scelto per il nostro prossimo incontro. 

Con una logorrea lunga settanta pagine circa e scandita in cinque giorni, confessa la sua vita all'avventore di un bar di Amsterdam, il Mexico CityUna vita che da avvocato parigino di successo si incrina quando si accorge che, sotto la scorza dell'esteriorità, in lui covano narcisismo, superbia, vanità, aggressività che lo porteranno a vivere nella doppiezza: virtuoso in pubblico, vizioso in privato; finché non molla tutto e si trasferisce nel ghetto di Amsterdam, dove farà del bar Mexico City il suo "studio" di "giudice penitente", come egli stesso si definisce. 

Che cosa voglia da noi lettori alla fine di questa lucida confessione è un enigma. Compassione? Complicità? Redenzione? O uno specchio di carta in cui estendere ad altri, i lettori, la propria caduta? 

Qui ci si ferma per non spoilerare troppo e invitarvi invece alla lettura del libro (la cui trama in realtà è molto di più e altro) e invitarvi soprattutto alla condivisione di dubbi, riflessioni e connessioni con altri lettori sabato 25 luglio alle ore 20.30 nella piazza Conte Ruggero di Troina.  Saremo immersi nel cuore arabo e medievale del paese, a mille metri di altitudine, sullo sfondo i Nebrodi e il fianco di una maestosa Etna, un panorama degno per dei lettori erranti e "caduti".
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giovedì 2 luglio 2015

La lettura come Forma Simbolica

di Orazio Crispo


   “Item Perspectiva è una parola latina, significa vedere attraverso”. Così Albrecht Durer, il celebre critico letterario del Rinascimento, ha cercato di circoscrivere il concetto di lettura. E per quanto non sembri che questa parola latina avesse un senso così pregnante, noi vogliamo tuttavia adottare, sostanzialmente, la definizione dureriana; parleremo della lettura come di una particolare intuizione prospettica in senso pieno là dove, non solamente i singoli elementi della narrazione, le case, gli oggetti, i personaggi o le suppellettili vengono rappresentate “di scorcio” ma l’intero quadro letterario si trasforma in una finestra attraverso la quale noi crediamo di guardare lo spazio degli accadimenti, la superficie materiale della vita.


   Questa teoria potrebbe utilmente spiegare perché un gruppo di persone, le più disparate, provenienti da province diverse, appartenenti a mestieri simili ma non coincidenti, attraversino lande, dighe e contrade per giungere infine in piazze remote per parlare di libri.

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domenica 31 maggio 2015

La versione degli asini di Barney

Per questo invito alla lettura in solitaria prima e partecipata poi, si tira qui in ballo il Maupassant* di quel libro con una coppia che scoppia in cui è scritto: «I più grandi uomini sono legati al loro secolo da una debolezza». Non una, ma tante debolezze in Barney Panofsky, il protagonista del nostro libro, La versione di Barney, per l'appunto, di Mordecai Richler.

Barney è un contaballe, un guardone, un paria, un collezionista di rancori, un ubriacone, un fumatore incallito, un produttore di spazzatura televisiva, un seguace del politically s-correct, ma è anche molto altro e se ne tace volutamente per non guastare la sorpresa della lettura.

La lettura, un piacere che mai fu più pubblicizzato da molti e goduto nonché condiviso da pochi. Noi che di quei pochi facciamo parte, con la consapevolezza di non essere per questo migliori (dice bene, a questo proposito, il Barney di cui sopra quando scrive che la lettura non è segno di spessore umano, né di sensibilità), noi, si diceva (dopo questo darsi la zappa sui piedi), ci si incontra proprio per parlare de La versione di Barney a Pietraperzia, paesino della provincia ennese noto per la sua piramide, per lu signuri di li fasci e in futuro per la versione degli asini di Barney. 


*In realtà, non è Maupassant, ma J. W. Goethe e il libro è Le affinità elettive.
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mercoledì 13 maggio 2015

L'ultima palude

di Orazio Crispo 

   Indicava, una stele con un fascio littorio, la temibile presenza della Storia, quella vera, quella che passava sopra il destino del singolo uomo e lo spazzava via.

   Segnalava, il cartello, che la zona era stata bonificata, che era stata resa abitabile ciò che prima era una povera landa insalubre e malsana.

   Ma quando il destino individuale entra nella Notte, l’esistenza sembra sprofondare in una palude che nessun uomo potrà mai prosciugare. 
   Questi i segni ammonitori dell’incontro, iniziato in silenzio e agitato dalla presenza di un libro davvero strabiliante. 


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venerdì 1 maggio 2015

#ioleggoperché, sta a te prenderne il bello

Il 23 Aprile, giornata mondiale del libro, in Italia è stato il giorno di #ioleggoperché, un'iniziativa dell'Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori. Di questa iniziativa, che sulla carta abbiamo criticato nella nostra pagina fb, sottolineando ciò che non ci piaceva e rilanciando un parere di Claudio Giunta, ne abbiamo parlato con chi, invece, ha aderito e in piazza è andato per promuovere il libro. 
Lei è Luisa Fiandaca, libraia per 13 anni del Biblios Cafè a Siracusa. 
Il colloquio è avvenuto su facebook in forma privata, ne abbiamo mantenuto il tono colloquiale, riportando tra parentesi l'informale.

Svoltando a destra c'era il Blibios Cafè

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