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lunedì 11 agosto 2014

Di asini e di laghi

di Orazio Crispo

Alla fine il mostro del lago di Pozzillo non è apparso. Eppure gli ingredienti per una serata thriller non mancavano di certo: luna piena ma incerta, latrati di cani in lontananza (e in presenza), figure in penombra e riflessi, attese. Così, nel riverbero lacustre, è cominciata la discussione su un libro e sui tanti sensi che la lettura può offrire. 

Lentamente, un personaggio e una storia sono stati messi a fuoco, smontati e ricostruiti. Un percorso originale è stato tracciato, condiviso, dibattuto. Abbiamo ribattuto e divagato, messo a fuoco (e fiamme) pensieri diversi su un libro uguale, steso sul terreno in tante copie non conformi (perché non uniforme è il tempo del pensare). Una magia per noi nuovi adepti, neofiti della parola condivisa, incantata dalla Luce dell’incontro. 
Foto Pietro Motisi

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giovedì 4 luglio 2013

Postumi da una sbornia dei sensi

di Rosa Salamone

Come un fratello scemo tenuto nascosto dentro casa, al riparo da sguardi indiscreti, così è la diga Nicoletti. Il fratello intelligente, di contro, vanto della famiglia, è il lago di Pergusa, unico lago naturale della provincia di Enna che ha fatto da quinta teatrale al mito del ratto di Persefone, rinominata dai Romani Proserpina, perché non si dicesse in giro che loro si erano limitati a copiaincollare, scolari pigri, i miti greci. Un mito quasi didascalico e dal sapore contadino che spiega l’alternarsi delle stagioni in Sicilia, ma con un cuore di bruta violenza che palpita ancora nella nostra terra “mischia di lutto e luce” come la disse Bufalino. 

La diga Nicoletti è il luogo scelto per il nostro incontro, un bacino artificiale diletto dei pescatori, negletto da ogni divinità. Ci sistemiamo lungo una piattaforma galleggiante con un carico “asinino” di oggetti: un asino di legno simbolo dei lettori erranti, un pc per la connessione skype con i lettori (fin troppo) erranti, libri, taccuini, torce, vino, bicchieri, plaid e maglioni perché, nonostante sia piena estate, “sciuscia”, ossia soffia il vento. 
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giovedì 30 maggio 2013

Di un asino errante, lettore e surreale

"Il surrealismo è la magica sorpresa di trovare un leone nell'armadio dove si voleva prendere una camicia." Così dichiarava Frida Kahlo nel 1939. 

Un miracolo visivo che genera spaesamento e, all'unisono, spostamento di senso, ponendo oggetti comuni in contesti e situazioni non comuni. Ecco allora, la pioggia di uomini in bombetta di Magritte, gli orologi molli di Dalì, le donne che si trasformano in alberi di Delvaux, per citare alcuni nomi da bignami dell'arte. 

Stesso spaesamento e spostamento di senso lo si trova (basta cercarlo) nell'asino in barca della locandina del mese così come nell'asino errante e lettore del nostro Gruppo di Lettura. 

Un surrealismo che bilancia il realismo crudo e disumano del libro, da noi scelto, di Aleksandr Solženicyn, Una giornata di Ivan Denisovič, la cui carica rivoluzionaria non si esaurisce "con la denuncia dei lager e del regime, che non esistono più, ma è riproponibile nella misura in cui riapre il discorso sull'io e sulla verità."

Dell'io e della verità, dei lager e dei regimi, di libri e altro ancora, si parlerà sabato 29 giugno dalle ore 21.00 sul solarium della diga Nicoletti, spaesati e surreali.

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